mercoledì 16 agosto 2017

Scaramucce...

...questa mattina mentre decido cosa fare nella mia giornata di "teoricamente non ferie" riflettevo sull'ultima notizia che ho letto e cioè la fett'emmerda fatta da Gabriele Bonci a Chef Rubio.

So il giusto di entrambi.
Di Bonci ho solo sentito parlar bene e da quel po' che ho visto mi sembra una brava persona legata a ciò che fa e che ama il suo lavoro.
Probabilmente Rubio si era svegliato male quel giorno perché per quanto ne so io, spalare cacca sugli altri e poi sottrarsi al confronto non mi pare da lui...ma tutto è possibile può anche essere tutta una meravigliosa trovata pubblicitaria...non so...anche di lui non posso dire altro se non quello che ho visto, non conoscendolo, e quindi che mi sembra un uomo diretto e che ci tiene a ciò che fa. E che più di qualche volta mi ha invogliata a provare ricette nuove, purtroppo "corrette" in base agli ingredienti a mia disposizione.

Ma più che sulla vicenda in se nella quale non entro perché so solo ciò che ho letto da un lato e dall'altro e quindi, anche volendo tirare le somme non saprei da che parte pendere...forse sono un po' perplessa dal non affrontare l'altro rispondendo in prima persona di ciò che si è scritto...ma tanto sta che prima o poi si chiariranno.

Riflettevo molto più in generale sul mondo del cibo entrato mediaticamente nelle nostre case da vari anni a questa parte. E' vero che c'è stato un boom mediatico e dopo i primi programmi di cucina un pò per "casalinghe" tipo la prova del cuoco che inizialmente confesso non mi dispiaceva, veloce, facile, essenziale. Poi c'è stato il salto con hell's kitchen e via a puntare tutti su programmi in cui si faceva in diretta, si scoprivano ristoranti, si valutavano ristoranti, si scoprivano ricette, tradizioni ecc ecc...cosa che ora sta un pò iniziando pure con la pasticceria...e da li tutti "Chef" e "pasticceri"...ma babbè ci sta.

Come ci sta il fatto di voler dare un bell'aspetto al piatto, anche l'occhio vuole la sua parte, in Giappone lo fanno da sempre...certo li c'è pure la ricercatezza nelle materie prime...che qui spesso lascia a desiderare.
Mi è capitato più volte di uscire a cena e mangiare, secondo me in modo sufficiente, mentre i miei commensali trovavano tutto squisito...certo io cucino da che avevo 14 anni, sperimento, provo nuovi tagli, invento, spio con la coda dell'occhio, quindi sono abituata a mangiare molto bene...se il top della tua alimentazione è il sugo alle noci di Giovanni Rana che mammina (che non ha nemmeno voglia di prendere gli ingredienti per farlo lei) ti propone come sugo di lusso della domenica...bhè ci siamo capiti credo...niente da dire contro Giovanni Rana ed i suoi sughi, li ho usati pure io un paio di volte per provarli e risparmiarmi tempo. 
Io ho una dieta variata ma se tu mangi sempre le stesse 3 cose tristi e sciape...direi che prima di tutto andrebbe educata la gente, in tutti i sensi ma soprattutto sul cibo. Altrimenti anche una qualità scadente risulterà eccellente per molti. E saranno tutti critici gourmet che sponsorizzeranno la diseducazione culinaria piuttosto che il miglioramento e il buon cibo. 
Ed il buon cibo vi assicuro non deve avere prezzi esosi...io faccio la coda (che ammetto essere un po' aumentata di prezzo ora che va di moda), le frattaglie, la punta di petto, e tanti tagli "poveri" ma deliziosi...in vari modi e con ottimi risultati a costo contenutissimo. Basta saper valorizzare una buona materia prima.
Poi ultimamente ho visto fare ricette che non mi permettere di dare in pasto nemmeno ai porci...

Lo stesso vale per i dolci...io ho pochi metri di valutazione, i miei, quelli di Parigi, quelli di Dublino, quelli di Tokyo...e pochi altri...ed io vi dico che tra ciò che ho mangiato qui in Italia e ciò che ho mangiato all'estero c'è un abisso in fatto di bontà, qualità, ricchezza del gusto e delle materie prime, aspetto visivo ecc...
Io non so come facciano all'estero ma veramente riescono a fare dei piccoli gioielli!! 
Mi rendo anche conto che ci sono le tasse, che c'è il costo del lavoro, che c'è da risparmiare tempo...ma santo cielo ho varie pasticcerie qui nei dintorni e anche se cambi la forma i mignon sanno tutti lo stesso gusto!! L'unica cosa che mi sono ridotta a prendere perché sono davvero strepitose sono le frittelle di carnevale da un ex compagno delle elementari che ha una pasticceria.
Non so forse qui manca proprio l'amore per il prodotto in se...è anche vero che 5 euro per un dolce monoporzione, anche se bellissimo e strepitoso di gusto, qui ben pochi li sborserebbero...manca la cultura.

E' tutta questione di cultura ed educazione...anche in cucina...i veri valori devono essere: passione, amore, volontà, sacrificio, materie prime di qualità, tempo, presentazione, tradizione, innovazione. Sicuramente dimentico altro ma se uno ha le basi, ha tutto!!


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